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GLI ESPLORATORI ARTICI
Vi sono due categorie di esploratori artici. Quelli che cercano un luogo geografico o una rotta attraverso i ghiacci (…) e che percorrono distese disertate dagli uomini; e vi sono quelli che cercano uomini che vivono in condizioni estreme e che per far questo si mettono in condizioni estreme. Knud Rasmussen (1879-1933) è stata una figura fondamentale tra i cercatori di culture differenti e gli esploratori che mettono alla prova se stessi. I brani del suo libro Dalla Groenlandia al Pacifico riuniti in questo volume Aua (…) testimoniano alcuni momenti
di una lunghissima esplorazione attraverso l’intero continente nord-americano in quasi tre anni e
mezzo che dal 1921 al
1924 consentì a un piccolo gruppo di esploratori e di ricercatori di raccogliere informazioni e testimonianze degli Inuit giunti a uno snodo importante della loro sopravvivenza: l’integrazione col mondo occidentale.

SANGUE INUIT
Per parte materna Rasmussen aveva sangue Inuit (…) e per comprendere le sue Thule Expeditions non si può prescindere da questo dato: Rasmussen non è un esploratore che viene da un altro mondo; al contrario, esplora le proprie radici, le proprie origini, la propria memoria interiore. Viaggia sulle distese ghiacciate con i cani da slitta (…) ma percorre sentieri intimi e profondi. Il suo andare non è indirizzato solo dai punti cardinali; va anche in altre direzioni: torna alla origini; esplora la memoria della sua gente, delle sue tradizioni.

PASSAGGIO A NORD—OVEST
La scelta dei testi si concentra essenzialmente su eventi avvenuti nel bacino di Foxe (Canada) ovvero il tratto di mare (…) a nord della baia di Hudson: il mitico passaggio a Nord-Ovest. Qui Rasmussen incontra i protagonisti e ascolta le voci di questo libro: Aua e alcuni altri sciamani che con i loro spiriti ausiliari determinavano la vita delle piccole comunità che abitavano quelle terre.

ALL’INTERNO DEGLI IGLOO
È impressionante leggere quanto Rasmussen raccoglie sugli usi, le interdizioni, la sacralità che accompagna le gravidanze, i riti funebri. Insomma, l’intero complesso di regole che qualifica una civiltà strutturata. E così accade che il libro, più che i paesaggi sconfinati del bacino di Foxe riferisca dei racconti all’interno degli igloo. Rasmussen li trascrive in maniera oggettiva, ma in questo suo recupero di usi destinati a perdersi o a contaminarsi, si fa largo una profonda pietà, consapevole com’è d’essere giunto a documentare un’ultima Thule dalla quale proviene e che però, per il solo suo essere lì a testimoniare, sta forse consegnando a un mondo che finirà per cancellarla.

Filippo Tuena

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